giovedì 12 febbraio 2009

fine-vita

"La morte è una cosa naturale (come la vita)": suona buffo dover constatare che questa cosa "ovvia", oggi non è più vera per niente. La morte si può "rimandare" quasi indefinitamente, in certi casi - ma questo non significa che, nell'attesa, si possa dire di "vivere".
In effetti mancano ancora le parole per definire questo stadio intermedio, che non è più vita e non è ancora morte, e ciò è naturale, data la novità della situazione. Dire che si tratta sempre di vita , è semplicistico - dire che ormai siamo di fronte a un "vegetale", è riduttivo. Si può parlare di "vita sospesa" come di "morte sospesa" - però mi sembra che "morte sospesa" fotografi meglio lo stato delle cose.
Non si tratta quindi di lasciar vivere, ma di lasciar morire. La vera inciviltà, la vera violenza, sta nel non lasciar morire.

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