Il parlato della Duras è come una musica: Césarée-Cesarea-Césarée...Parla degli amanti del Tempio, senza mai nominarli, come nel "Dialogo di Roma", mentre le immagini mostrano tutt'altro. Ma è veramente tutt'altro?
Parlato (mai "commento parlato"!) e immagini, entrano in un rapporto sottile, non immediato, che occorre sempre scoprire.
Come il rapporto tra il grido dell'uomo disperato e solitario che lasciò l'impronta delle sue mani (le mani negative) sulle pareti delle caverne preistoriche e un camera-car per le strade di Parigi all'alba.
Come tra la disperazione e i fotogrammi neri dell'Homme atlantique.
giovedì 12 marzo 2009
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