venerdì 29 gennaio 2010

avatar

Avatar mi ha un po' deluso. Resta da vedere se la colpa non sia anche dei dispositivi di proiezione inadeguati delle sale italiane: però nell'invenzione dei giganteschi Na'vi dalla pelle azzurra non mi pare sia stato fatto un grande sforzo di fantasia.
Invece trovo geniale l'idea di mettere al centro della vicenda il personaggio dell'ex-marine paralizzato, che ha perso l'uso delle gambe. Allora veramente la sua trasformazione in avatar diventa un sogno, il sogno di poter di nuovo correre, saltare, volare quasi - e tutto il film si colora di sogno. Non a caso il colonnello arringa i nuovi arrivati: "Non siete più nel Kansas!", con un trasparente riferimento al sogno di Dorothy nel Mago di Oz.