martedì 28 settembre 2010
L'ultimo dominatore dell'aria.
Personalmente, ritengo che egli sia interessato soprattutto all'Aria, che era già l'elemento principe (e il massimo pericolo) in The Happening. Anche qui, all'Aria sono riservate le soluzioni più efficaci, sotto forma di potenti soffi (elettronici) che sollevano vortici di polvere e spostano i corpi con forza irresistibile. La polvere segna la traccia del loro percorso; lo spostamento il loro impatto.
lunedì 27 settembre 2010
INCEPTION

INCEPTION
Effetti speciali. Elettronica.
Palazzi che si sbriciolano, strade che si impennano. Il verticale si inclina, diventa orizzontale, e viceversa. Il sopra, sotto. Segni che il sogno sta finendo? Non è detto.
Inseguimenti “mozzafiato”, in montaggio alternato con cadute lentissime, interminabili. Tempo del reale/vs/tempi del sogno – tempi, al plurale, visto che nel sogno ci sono almeno tre livelli, con durate temporali diverse. Sogno nel sogno nel sogno.
Si cercano architetti per la progettazione dei labirinti del sogno e del loro arredamento, ma bisogna che non esagerino coi ricordi, progettando la scenografia dei sogni, perché si rischia di non saper più distinguere gli uni dagli altri.
Invadere i sogni altrui. Inglobare un altro nel proprio sogno, facendogli credere che il sogno sia suo. Furti psichici, effrazioni del subconscio. Rubare idee nel sonno. Oppure, impiantarle. Respingere l’assalto delle Proiezioni, guardiane della mente, che “sentono” la natura estranea del sognatore e lo attaccano.
Allo stesso tempo, in una sorta di seguito di Shutter Island, è come se Teddy Daniels (Leo Di Caprio), definitivamente impazzito nel manicomio dell’isola, dopo aver ucciso la moglie, smanettasse il suo videogame mentale, pensando di chiamarsi Cobb e credendo che i suoi bambini siano ancora vivi.
Bene. Ho l’impressione che tutto questo, nel film di Christopher Nolan, significhi soprattutto esplicita colonizzazione, spudorata guerra di conquista, da parte dell’immaginario elettronico corrente (qui rappresentato dalla Warner Bros.), dei territori dell’inconscio (non certo l’inverso). Tempi finora riservati alla lentezza (si pensi ai dormienti di Andy Wharol), improvvisamente catapultati nella frenesia dell’azione. Si combatte senza esclusione di colpi contro la pirateria onirica, per il marchio d’esclusività dei sogni, non per la loro proliferazione bunueliana.
Se c’è angoscia, in questi sogni/videogame, è solo di riflesso, come residuo aggiunto incarnato sul volto di Di Caprio, sempre più bravo e impegnato a superare il proprio stereotipo di divo belloccio. Credo che Nolan, da parte sua, ci metta solo una spiccata propensione all’artificio pseudo-filosofico, gusto visivo e una buona dose di furbizia, culminante nell’immagine finale della piccola trottola, che dovrebbe attestare il definitivo ritorno del protagonista alla realtà.