sabato 12 giugno 2010

bright star

Nel dialogo leopardiano, la Moda e la Morte sono sorelle, in quanto figlie della Caducità. Ambedue mirano "parimenti a disfare e rimutare le cose di quaggiù", e dunque è naturale che tra loro si stabilisca un'allenza. Così quando John Keats muore, quale migliore omaggio potrebbe rendergli Fanny Brawne, in quanto modista, se non l'invenzione di un bel vestito nero da lutto?
Vero è che, in questo caso, tra la Moda e la Morte, si mette di mezzo la Poesia, come terzo incomodo, contrario alla Caducità: "...would I were stedfast as thou art".

mercoledì 9 giugno 2010

Un terribile uragano, a base di pioggia, tuoni e fulmini, si abbatte sul taxi che corre nella notte, proveniente dall’aeroporto. Il tassista ha perso la strada, non riesce più a capire dove si trova. Invano tenta di chiamare al radiotelefono un certo Eli, che non risponde. Chiama “Eli, Eli, dove sei?” e subito, per assonanza, si pensa all’invocazione in aramaico di Gesù sulla croce.

Il volto del passeggero, sul sedile posteriore, non riusciamo a distinguerlo nell’oscurità. Capiremo poi che è lo stesso Suleiman, il regista, un altro Eli, o Elia, che peraltro non sembra molto turbato né mostra segni di nervosismo, come se in fondo si aspettasse che al suo ritorno a casa si scatenasse un simile pandemonio.

sabato 5 giugno 2010

suleiman

Con Il tempo che rimane, Elia Suleiman continua nell'impresa semi-disperata di dar voce ai senza-voce. Come ci riesca mantenendo malgrado tutto un certo humour, è un mistero...