lunedì 17 gennaio 2011

Il clamoroso successo di pubblico del nuovo film di Checco Zalone conferma che il cinema - il cinema come forma perfezionata di immaginario legato alla riproducibilità tecnica - in Italia è una rarità esotica, una pratica d'eccezione sommersa in un universo di nostalgia per le cosidette pratiche basse, per una sorta di avanspettacolo ora contaminato anche dall'immaginario televisivo. Non esiste il cinema di Checco Zalone, come non esisteva il cinema di Totò. Esiste un bravo attore comico (Zalone lo è) incidentalmente filmato da una macchina da presa. Meno c'è regia e meglio è.

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